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Stefania Rovatti — Opere di teatro e performance

Opere

Imprimere fiato con mobilia esplora come fiato e pensiero, proiettati nello spazio, possano generare movimento e trasformazione.

La musica è realizzata in collaborazione con Virginia Genta

Imprimere fiato con mobilia

In associazione a catene di ragionamenti teorici riguardanti le dimensioni compattate e le curvature dello spazio, la trasformazione di uno spazio fisico è compiuta in combinazione con oggetti, azioni e passi legati ed articolati ai diversi punti del ricamo.

Orbita di sparizione nasce dalla considerazione di teorie che predicono dimensioni extra, oltre le tre spaziali e la temporale che conosciamo, associate a istruzioni che riguardano la cucitura di punti del ricamo e la cui esecuzione è traslata nella costruzione di un tragitto che affronta misura, disposizione e ripetizione.
Vuoti, intervalli, grovigli e garbugli sono pure trattati come passaggi che hanno lunghezza, inclinazione e relazioni con i punti.

La matrice idrologica di Lito latere è collegata alla trasformazione di idee, impulsi e segni relativi alla captazione, raccolta e condensazione dell'acqua. Allargando al deserto il modello di dissoluzione e ricomposizione, si presenta il palpito di un'oasi dove gallerie drenanti attraggono l'aria e condensano umidità dall'atmosfera.

Lito latere rintraccia il palpito di uno spazio attraversato da cordoni di dune in movimento, dove l'interazione tra forze e correnti materializza nuove forme.
La composizione scorre lungo lo scavo di una rete di gallerie drenanti che captano l'acqua funzionando da camere di condensazione, grazie ai moti contrapposti dell'aria la cui circolazione può alimentare un'oasi. Le azioni sgretolano e scolpiscono come il corso dell'acqua solchi e battiti propagati nel tempo, attività di accumulo e trasporto in turbini, vortici e circuiti, attraversando differenze di temperatura e pressione.

Lungo un binario dove l'assimilazione acustica è collegata al dubbio circa ciò che si sa, si svolge un codice tattile maneggiando il significato di vedere e di credere.

I concetti di soglia e frequenza sono elaborati in ciò che appare essere il processo ad una mano, prigioniera di gesti indicativi proiettati lungo un binario e accompagnati da onde sinusoidali generate da oscillatori analogici.
Toccando una profondità che scandisce gli intervalli tra l'essere guardiani e ostaggi, il riconoscere e il dubitare e l'essere osservati e l'osservare, Cecilia della certezza avanza nelle fenditure dello sguardo.

La struttura drammatica di Terza persona duale nasce dalla proporzione tra tragitti, dove ogni percorso rimanda ad un riflesso che si manifesta dopo un certo periodo di tempo. Percorse con incedere ritmico, le traiettorie sono modulate sulle forme dei nodi e procedono tra oggetti diversi, margini propulsivi di attraversamenti tra margini. La gestualità scultorea assume il miraggio di un ricongiungimento, nella peregrinazione che accosta l'accento sull'immagine dell'immagine di sé all'essere che non si rappresenta.

La terza persona duale è una categoria grammaticale che indica come referenti due elementi o parti doppie del corpo, che non riguardano chi si esprime o l'interlocutore.
Qui gli utensili manifestano differenti proprietà stando spesso per qualcosa d'altro e si deformano a seconda degli atti per i quali devono funzionare. Il pensare in terza persona è inscritto tra riflesso e immagine, dando forma ad un discorso doppio che modula segni e utensili.